Dal blog di Daw apprendo questa SCANDALOSA notizia. FAZIO DOVE SEI? Non chiedo della Roccella o di Quagliarello perchè conoscendo le loro "abitudini" credo siano d'accordo con gli ospedali coinvolti...
Leggete e INORRIDITE:
Stamattina sono andato a donare il sangue, come da otto anni a questa parte, come oltre venti donazioni già fatte. Arrivo al Gaetano Pini con un bel po’ di fame, perché non ho fatto colazione, e scendo al reparto donatori. Le infermiere, gentili e simpatiche come sempre, mi danno da compilare il solito foglio con domande su eventuali contatti con sangue infetto, sulle abitudini sessuali, su viaggi all’estero ecc ecc nell’attesa della visita con la dottoressa responsabile. Chiacchieriamo anche delle vacanze imminenti e del calo dei donatori nel periodo estivo. Poi arriva la dottoressa, mi accompagna nella sala trasfusioni e mi fa accomodare su una sedia. Mi guarda dritto negli occhi ma è un po’ titubante…si vede che sta cercando le parole giuste… “Gabriele è già da un po’ che volevo parlarti ma non ho avuto occasione… come sai ci siamo uniti al Policlinico… adesso dipendiamo da loro…” Dal suo imbarazzo e dalla titubanza intuisco subito dove vuole arrivare. So già che al Policlinico non accettano sangue di omosessuali. Anni fa c’era stato un caso di cui si era parlato per un po’ ma le direttive dell’ospedale non sono cambiate. E io mi ero sempre ritenuto fortunato non essere andato al Policlinico, ma di aver iniziato a donare al Pini, dove, sin dalla prima visita, ho chiarito di essere gay e di avere un partner stabile. La dottoressa arriva al dunque: “Come sicuramente sai le direttive del Policlinico sono chiare, non possiamo accettare donatori omosessuali. Io non sono d’accordo…bla bla bla…ma devo rispondere ai dei superiori…bla bla bla…mi dispiace tantissimo…bla bla bla…ci conosciamo da anni…conosco anche il Chimico (donatore pure lui)…bla bla bla…Io oggi non me la sento e non posso farti donare…”. Non potevo credere alle mie orecchie. Fino a ieri il mio sangue andava benissimo, anzi mi chiamavano pure a casa se magari facevo passare troppo tempo tra una donazione e l’altra, è andato bene per oltre venti volte e oggi non va più bene? Vi ho dato nove litri in otto anni e adesso non posso? E perché poi? Solo perché sono gay? Mi dice “Donare non è un diritto, ma deve essere un piacere, per fare una cosa utile”. Sì, certo, ma dovete lasciarmelo fare. Non sarà un diritto, ma per non poterlo più fare mi sento discriminato, e non poco… “Non bisogna farne una cosa ideologica”. No, certo…basterebbe un po’ di buon senso per capire che è una gran cazzata! Lei non sa più cosa dire per farmi capire che non è d’accordo con queste direttive ma che le deve applicare, io nel frattempo sono così frastornato da non ascoltarla nemmeno più. Ci salutiamo, vuole abbracciarmi, mi dice “Non sparire, torna a trovarci”. Il Chimico mi ha detto di non pensarci troppo, che sono cazzi loro in fondo…che ci smenano loro. Io sono incazzato, amareggiato, deluso e triste.
Noi anche. Vergogna!
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